Le proposte della UEFA repliche maglie calcio non originali presidente della Juventus
Mercoledì la Premier League ha espresso preoccupazione per le modifiche proposte dalla UEFA al formato della fase a gironi della Champions League durante una riunione dei suoi azionisti.
Le proposte della UEFA includono l'eliminazione della fase del girone all'italiana - dove attualmente otto gironi di quattro squadre si affrontano in casa e in trasferta - e la sua sostituzione con un formato in cui i club giocherebbero 10 avversari diversi e la qualificazione deriverebbe da una sola classifica.
I piani potrebbero anche vedere un aumento da 32 squadre a 36, ​​nonché una modifica del coefficiente utilizzato per il seme delle squadre.
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La Premier League è desiderosa di lavorare a fianco della UEFA in modo collaborativo e costruttivo, garantendo al contempo il mantenimento di un equilibrio competitivo tra calcio nazionale ed europeo.
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Dopo aver discusso in dettaglio le proposte mercoledì, hanno sollevato preoccupazioni sul numero di partite e su quando sarebbero state giocate, insistendo sul fatto che la nuova fase a gironi si concluderà entro dicembre per lasciare gennaio libero per le competizioni nazionali.
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Con la potenziale espansione a 36 squadre, la Ligue1 francese guadagnerebbe un posto di qualificazione extra, mentre i restanti tre posti verrebbero assegnati in base alle recenti prestazioni delle squadre in competizione in Champions League.
Di conseguenza, la Premier League chiede un adeguamento al sistema delle 'vie di accesso', sostenendo che quei tre posti in più dovrebbero essere decisi invece dalla recente performance interna.
L'attuale formato della Champions League si traduce spesso in 'gomme morte' con le migliori squadre che si qualificano con una o due partite di anticipo.
La UEFA spera che il nuovo modello consenta di giocare più partite che contano, generando maggiori entrate e un maggiore interesse dei fan.
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Il piano, soprannominato il 'modello svizzero', non ha ancora incontrato grosse resistenze ed è stato sostenuto dal presidente dell'Associazione Europea dei Club Andrea Agnelli, presidente della Juventus.